1412 - 1431

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1412 - 1431

Mi scortano nella piazza del Mercato Vecchio e vedo che è già stato tutto preparato. Il lungo abito bianco che mi hanno fatto indossare mi pizzica un po’ e non rispecchia i miei gusti, tuttavia penso che riuscirò a sopportarlo.

Un uomo si fa avanti e comincia a leggere a gran voce un documento. È la sentenza ecclesiastica disposta contro di me e la ascolto senza farmi impressionare dai toni elevati e dalla gravità delle accuse. Mi vogliono bruciare viva, ma se credono di spaventarmi si sbagliano di grosso.

Mi consegnano al boia e vengo condotta là dove è stata costruita la pira. Vedo una folla numerosa pronta ad assistere al macabro spettacolo e circa duecento soldati incaricati di scortarmi.

Lascio che un sorriso beffardo affiori appena sulle mia labbra. Quale onore…

***

Il vento spirava tranquillo tra le foglie degli alberi e un uomo sulla cinquantina camminava con passo cadenzato lungo un sentiero battuto.

D’un tratto fra i tronchi sottili apparve una croce di pietra. Il braccio orizzontale era posto in alto ed era molto più corto di quello verticale, due parole e una data erano incise nella parte superiore, e un solido basamento la innalzava dal terreno cosparso di erba verde.

L’uomo si fermò di fronte al monumento e si tolse il cappello per contemplarla in silenzio. Ora che la guerra era finita, andava spesso in quel luogo tranquillo e rilassante, lontano dalla devastazione e dagli intrighi che avevano sconvolto i decenni precedenti.

Sollevò una mano e le sue dita callose accarezzarono con riverenza la pietra ruvida e porosa, così diversa dalla pelle liscia e temprata di lei…

***

Mi fanno salire sulla catasta di legna e poi mi incatenano ad un robusto palo per impedirmi di fuggire.

Vorrei dimostrarmi coraggiosa, ma ora che sento la fine così vicina non riesco più a mentire. Prego in silenzio, sperando che il Signore riesca ancora una volta a donarmi una piccola parte della Sua forza, ma il mio cuore è dominato dalla paura e l’egoistico desiderio di sopravvivere mi impedisce di sentire la Sua voce.

Le mie gambe non riescono più a sorreggermi e cado in ginocchio, incapace di rialzarmi. Il terrore mi sta schiacciando, ma non mi posso rassegnare.

Il brusio della folla si è trasformato in un concitato vociare, ma ormai non ci faccio più caso.

Prego. Prego Dio Onnipotente, la Vergine Maria, l’Arcangelo Michele e le sante Caterina e Margherita. Chiedo perdono per i miei peccati e prego per tutti coloro che mi circondano. Non ho che parole di condono per tutti loro e non mi importa se sono qui solo per vedermi morire: sono pur sempre miei fratelli, figli di Dio esattamente come me. Come potrei odiarli?

Chiedo una croce, ma nessuno sembra intenzionato a darmi retta. Non mi arrendo, continuo a chiamare e pregare, e alla fine un soldato inglese decide di esaudire la mia richiesta: lega insieme due rami secchi e me li porge. Prendo quella croce rozza e asimmetrica e la stringo al petto come la più preziosa delle reliquie. Quell’uomo ha messo da parte la secolare opposizione che ha portato alla guerra tra la sua patria e la mia, e questo gesto riesce a scaldare il mio cuore raggelato dalla paura. Vorrei ringraziarlo, conoscere il suo nome, ma tutto ciò che posso fare è pregare Dio affinché gli sia donata una vita lunga e felice.

***

L’uomo rimase a lungo in silenzio, riempiendosi l’animo della quiete di quel luogo estraneo ai conflitti. Era passato così tanto tempo che non sapeva cosa dire, ma aveva già sprecato troppe occasioni a causa del suo riverente timore. Questa volta le avrebbe parlato!

«L’ultimo antipapa si è dimesso.» esordì «Sette anni fa. Io stesso ho preso parte alla delegazione che lo ha convinto a lasciare la sua carica. Ho fatto bene? Lo so che questi intrighi non ti hanno mai interessato, però mi sembrava giusto riunire la Chiesa sotto un’unica guida spirituale.» Si passò una mano sui capelli corti e ordinati. «In fondo preghiamo tutti per lo stesso dio, no?»

Dalla croce di pietra non arrivò nessuna risposta.

***

Mi hanno posto dinnanzi una croce astile presa dalla chiesa vicina, ma questo non mi ha dissuaso dallo stringere quella offertami dal soldato inglese.

Mi sembra passata un’eternità da quando mi hanno incatenato sulla catasta di legna e anche i soldati cominciano a spazientirsi. Vedo che alcuni di loro prendono il boia e lo strattonano. «Fa’ ciò che devi!»

Quello annuisce, ma senza troppa convinzione. Ha atteso fin troppo e la folla sta già protestando: non può più rimandare l’inevitabile.

Sento il battito del mio cuore che accelera ancora nel vederlo prendere la fiaccola, il mio respiro diventa un ansimare concitato.

Il boia si avvicina senza guardarmi e poi, con un gesto incerto, getta la torcia sulla catasta ai miei piedi. Il legno secco attecchisce subito e il fuoco si innalza vorace verso di me. Il dolore mi azzanna le gambe, straziandomi le carni e insinuandosi nella mia testa con le sue urla selvagge.

Con il viso rigato dalle lacrime imploro i presenti perché mi diano un po’ di acqua benedetta, ma nessuno presta attenzione alle mie parole.

Perché nessuno mi ascolta? Non mi sentono? O hanno paura? Paura delle fiamme? Della folla? Di me?!

Perché non mi ascoltano? Perché?! Perché?!

Sopraffatta dal dolore, travolta dalle lacrime, imploro Dio perché ponga fine alla mia atroce sofferenza. Getto indietro la testa, gli occhi gonfi rivolti al cielo, e con tutto il fiato che mi resta grido il nome di Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro Salvatore.

***

«In questi giorni sto portando la mia testimonianza al processo che dovrà annullare la tua condanna.» proseguì l’uomo in tono mesto «Lo so che ormai è troppo tardi, però non posso permettere che il tuo ricordo venga macchiato da quelle accuse ingiuste e infamanti. Ti prometto che farò tutto il possibile per dimostrare al mondo come sei davvero. La tua condotta è sempre stata esemplare e non potrò mai dimenticare il tuo modo di fare carismatico ma gioioso. Per me tu sei davvero una messaggera di Dio, degna di essere affiancata ai profeti del Vecchio Testamento e ai santi che ci mostrano il cammino!» Queste ultime parole, gridate con ardore ai muti alberi, lo imbarazzarono. «Perdonami, lo so che non ti piacciono questi paragoni, però se ripenso a cosa sei riuscita a fare nei tuoi diciannove anni non posso non considerarti degna della loro beatitudine. Tu, che hai avuto fede in Dio quando tutti quanti ne hanno timore. Tu, che sei stata comandante in un mondo dove le donne valgono meno di un oggetto. Tu, che portavi il tuo stendardo invece di una lancia per non arrecare ferite mortali ai tuoi nemici. Tu, che sei stata mandata da Dio per salvare gli uomini, e che sei stata uccisa dagli uomini che credevano di salvare Dio…»

Il suono della sua voce rotta si spense tra le fronde rigogliose e il suo sguardo languido si perse nel vuoto. Serrò i pugni e la rabbia repressa affiorò per un attimo, ma subito l’uomo ritrovò il suo autocontrollo. Si passò una mano sugli occhi lucidi.

«Mi spiace, tra poco ci sarà un’altra udienza e non posso fare tardi. Tornerò a trovarti il prima possibile.»

Fece per andare, ma dopo pochi passi si fermò. Si voltò e vicino alla croce di pietra, da lui stesso fatta costruire col nome di Croix Pucelle, gli parve di scorgere la figura diafana di una ragazza.

«Il mondo non ti dimenticherà. Io non lo permetterò. Tutti quanti conosceranno la tua storia e tutti quanti capiranno quanto sei stata grande. Jehanne Darc, Pulzella d’Orléans, il tuo nome vivrà per sempre!»


Note dell’autore

Lo storico non è il mio genere prevalente, comunque non escludo la possibilità di introdurre in TNCS altri personaggi realmente esistiti (o magari anche dei loro immaginari discendenti).

 

Per gli eventi della linea temporale di Jehanne ho cercato di seguire più fedelmente possibile le informazioni storiche che ho trovato (mi sono limitato ad immaginare i pensieri della ragazza); per la parte dell’uomo invece mi sono basato sul personaggio storico di Jean de Dunois, che combatté insieme alla Pulzella e poi partecipò al processo per l’annullamento della condanna di quest’ultima. Ha anche fatto costruire la Croix Pucelle nel bosco di Saint-Germain.


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4 commenti per “1412 - 1431

  1. Tania ha detto:

    Sono soddisfatta di questa lettura, essendo un’amante della storia, sono rimasta davvero stupita bravo/a :good:

  2. Martina 94 ha detto:

    Interessante la tua rivisitazione, mi è piaciuta molto [wink]

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