AoE - 1 - I Gendarmi dei Re

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Prologo

«Non vedo l’ora di farla vedere alla mamma!» esclamò il ragazzino[1], entusiasta. Aveva gli occhi a mandorla, neri come pozzi, i capelli corvini e delle lunghe orecchie a punta. La carnagione pallida, di una sfumatura che tendeva al grigio chiaro, suggeriva fosse un piccolo elfo oscuro. «Ce le farà mangiare per cena?»

«Certo, Giako» confermò il giovane al suo fianco. Aveva al massimo una decina di anni in più dell’altro – non molti per degli elfi – e la somiglianza tra i due era evidente. «Vedrai, saranno buonissime!»

L’altro sorrise, già con l’acquolina in bocca. Avevano appena catturato due lekoris[2] – piccoli animali simili a conigli – e il più giovane era sicuramente il più eccitato: di solito era suo fratello che costruiva tutte le armi e le trappole, ma questa volta era stata la sua gabbia a catturare la preda.

Avevano quasi raggiunto il loro villaggio, quando degli strani rumori misero in allerta il maggiore: sembravano grida, accompagnate da un fragore caotico di metallo contro metallo.

«Nasconditi, e non muoverti» ordinò il più grande. Con cautela riprese ad avanzare, cercando di restare tra la boscaglia e di fare meno rumore possibile.

Giako, tutto tremante, si rannicchiò tra i cespugli, la lekoris sempre stretta tra le dita. Ad ogni minimo movimento i rami aguzzi gli graffiavano la pelle, sentiva dolore ovunque, ma non riusciva a stare fermo. Era terrorizzato.

Passarono i minuti, interminabili, e dopo un tempo che gli parve infinito i rumori cominciarono ad affievolirsi. Vinto dalla preoccupazione, decise di andare a vedere cosa fosse successo.

Mentre lui e suo fratello erano a caccia, la loro madre era rimasta a coltivare la terra insieme agli altri abitanti del villaggio: era un lavoro duro, ma dopo la morte del marito era stata costretta a raddoppiare l’impegno nonostante l’aiuto del figlio più grande.

Arrivato nei pressi del villaggio, Giako si sforzò di guardare oltre i cespugli. Forse non era niente, forse era solo una discussione tra ubriachi. Ciò che vide gli fece accapponare la pelle: dei banditi avevano attaccato il villaggio, vedeva fuoco e sangue ovunque, le urla gli spaccavano i timpani.

Una mano gli afferrò la spalla, strappandogli un grido di paura. Si voltò di scatto e il viso insanguinato di suo fratello lo terrorizzò ancora di più. «Corri!»

Vinto dalla paura, il bambino lasciò cadere la lekoris e si mise a correre più forte che poteva. Sentiva le grida dietro di sé, ma più cercava di scappare, e più la vegetazione si infittiva intorno a lui.  I rami si allungavano per afferrarlo, i rovi gli graffiavano la pelle e la terra sembrava una melma appiccicosa.

I banditi erano sempre più vicini, sentiva le loro grida, le loro armi.

Stavano per ucciderlo!

Si svegliò di colpo e in un attimo sguainò la spada.

Aveva il respiro affannato e la fronte imperlata di sudore. Si guardò intorno, le orecchie tese, cercando nemici fra le ombre della foresta. Ma non c’era nessuno.

Rinfoderò la lama scura e si mise a sedere contro il tronco dell’albero vicino a cui aveva dormito. Si passò una mano sui corti capelli corvini, acconciati in una cresta morbida che sfumava sui lati, cercando di calmare i battiti forsennati del suo cuore. Erano passati parecchi anni ormai, eppure quell’incubo non smetteva di tormentarlo. Sempre uguale, sempre spaventoso.

Come ogni volta, strinse le dita sull’elsa della sua spada e questa riuscì ad infondergli nuovo coraggio: si chiamava Balmung ed era stata l’arma di suo padre. Ci aveva messo un bel po’ per ritrovarla, ma era un’ottima lama e non sopportava l’idea di rinunciarvi. Era tutto ciò che gli restava della sua famiglia.

Il suo ippolafo[3] gli si avvicinò sbuffando amichevolmente.

Giako si alzò e accarezzò il muso dell’animale per rassicurarlo, o meglio per rassicurare se stesso. Lui non era molto bravo a lavorare in squadra e preferiva viaggiare da solo piuttosto che coalizzarsi con altri Gendarmi, quindi il suo unico e inseparabile compagno era proprio quel destriero simile ad un robusto cervo senza corna.

Senza togliere i caldi guanti di pelliccia, aprì una delle tasche del suo cinturone e ne tirò fuori un piccolo foglietto arrotolato. Lo aprì. Era ancora buio, ma essendo per metà elfo oscuro, non aveva grossi problemi a leggere le parole d’inchiostro nero scritte con una calligrafia elegante e ordinata. In realtà ormai le conosceva a memoria.

Ho bisogno del tuo aiuto, vieni appena puoi.

 

Alisha

Alisha era praticamente la sua nuova famiglia, quindi non ci aveva pensato due volte a mettere da parte i suoi doveri di Gendarme per andare da lei. Per di più la donna non gli aveva mai mandato un messaggio del genere, e questo gli faceva temere che si trattasse di una faccenda davvero molto grave.

Sistemò i suoi pochi bagagli sulla sella dell’ippolafo e poi saltò su. Mancava almeno un’ora all’alba, ma per esperienza sapeva che ormai non sarebbe più riuscito a prendere sonno: meglio rimettersi subito in marcia.


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[1] Dal momento che nelle mie storie molti personaggi appartengono a specie immaginarie, ho scelto di utilizzare termini come “uomo”, “donna” e “ragazzo/a” anche per i non umani per evitare ripetizioni e strani giri di parole, quindi non stupitevi se trovate frasi come “L’uomo, un insettoide, sollevò le quattro braccia”.

[2] Dal latino lepus, leporis, che significa lepre.

[3] Specie originale di TNCS. Il nome deriva dalle parole greche ippos (cavallo) ed elafos (cervo).

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10 commenti per “AoE - 1 - I Gendarmi dei Re

  1. Chromos ha detto:

    Non ho mai letto questa storia,ma sembra promettere bene!! :D
    Complimenti per il lavoro che fai,trovo certe trovate geniali.

  2. Mario II ha detto:

    Scusa, ho già letto questa storia ma adesso stai facendo la revisione, cambierà molto?

    • Ghost Writer Ghost Writer ha detto:

      Per questa storia no. Ho in mente di fare una revisione stilistica, magari aggiungerò un pezzo su Bengal e modificherò il finale, ma la “spina dorsale” resterà la stessa.
      In ogni caso, a revisione ultimata, pubblicherò un articolo per spiegare le varie modifiche [wink]

  3. Faunog. ha detto:

    bella ;-)

  4. Pietro Perti ha detto:

    L’ho letta e secondo me è molto ben strutturata la trama.

  5. Martina 94 ha detto:

    Molto piacevole da leggere se si ama il fantasy.
    è impressionante come tu riesca ad inverarti una storia diversa ogni volta! Ho già letto quasi tutte le tue storie!!! [like]

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